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Fondazione del Radio Giornale AMRS

04/11/2018 - Questa mattina, voglio inserire il Radio Giornale dove vi saranno tutte le discussioni sui progetti, sull'autocostruzione, e il mondo dell'radioascolto che è un mondo affascinante di ascoltare le radio di tutto il mondo definite pirate.

COS'E' IL RADIOASCOLTO?

Il termine radioascolto identifica l'hobby della ricezione di segnali radio più o meno distanti dei servizi di radiodiffusione.

A seconda dello Stato nel quale il radioascoltatore effettua i propri ascolti, questi sono regolamentati dalle leggi locali.

Per esempio in Italia è lecito solo ed esclusivamente l'ascolto delle stazioni commerciali e di quelle di tempo e frequenza campione: ascolti di altre stazioni di tipo diverso di quelle indicate possono comportare una denuncia penale per il reato di intercettazione abusiva di comunicazioni.

 

Le attività di radioascolto vengono tradizionalmente classificate in tre principali categorie:

 

Il BCL ( Broadcast listener ) o " ascoltatore di emittenti internazionali " è principalmente rivolto all'ascolto della programmazione delle emittenti in onde corte che si rivolgono a un pubblico sito oltre i confini geopolitici, utilizzando la lingua della nazione d'origine o quelle delle nazioni destinatarie

 

Il DXer tende a privilegiare la ricezione delle lontane o deboli emittenti di radiodiffusione operanti in onde medie, corte e FM, i cui segnali - non sempre destinati all'estero - riescono in particolari condizioni di propagazione a coprire distanze notevoli

 

L'SWL, o " shortwave listener ", è un ascoltatore delle trasmissioni dei radioamatori, nelle gamme di frequenze loro assegnate.

Non è infrequente il caso che l'hobbista sia interessato a due o più categorie di radioascolto.

Short Wave Amateur Radio Listening

Come ho già detto all'inizio che il radioascolto è un mondo affascinante tutto da scoprire e di misterioso e imprevedibile.

Le Emittenti Radio si fanno ascoltare in OM, AM, FM, SW, LW, 60M, 41M, 25M, 19M, 16M, 13M. Queste sono radio pirate e ve ne sono tante, anche in apposite Chat dove si possono prendere contatti e poi magari scambiarsi le QSL.

Valter Ik7tab

AUGURI ALLA RADIO PER LA SUA VENERANDA ETA'

14/12/2018 - 80 anni sulla cresta dell’onda. È il compleanno più tenero e forse quello più importante di tutti.

La veneranda età è stata raggiunta dal mezzo più tradizionale, ricco e affascinante, la cara vecchia radio, passata dalla versione Uri a quella Eiar, infine alla Rai.

Era il 1895 quando dalle colline bolognesi il giovane Guglielmo Marconi trasmetteva il primo segnale in alfabeto Morse senza il supporto di fili. Ad attenderlo, dall'altra parte della vallata, il fratello maggiore, che con un colpo di carabina doveva comunicare l'arrivo a destinazione del tanto atteso segnale.

Da quel giorno, in meno di trent'anni, la radio è entrata prepotentemente nella vita degli italiani.

Ne è passato di tempo e tante voci si sono affacciate sull'uscio del più affascinante dei media.

In Italia, prima tra tutte quella di una donna. Il 6 ottobre del 1924 andò infatti in onda la prima trasmissione radiofonica dell'URI - Unione Radiofonica Italiana, che poi diventò EIAR e infine Rai.

Venne trasmesso un concerto di musica da camera, preceduto da un annuncio letto da una signorina che si chiamava Maria Luisa Boncompagni ( poi entrata ovviamente 'nel mito' ), da considerarsi la prima voce della radio in Italia.

In occasione della ricorrenza del 6 ottobre ci sono state alcune celebrazioni musicali ( e qualche altra in onda ), mentre la Direzione Teche della Rai e la Discoteca di Stato hanno realizzato in collaborazione un portale internet dal titolo RadioMillevoci (www.radiomillevoci.org), interamente costituito da documenti audio non di tipo musicale tratti dai rispettivi archivi.

Il materiale delle Teche è estratto dal catalogo multimediale in un formato in qualità web, con la relativa scheda di documentazione.

Su tutt'altro fronte ieri all'interno del Museo della radio d'epoca di Verona è stato messo in funzione un ufficio postale munito di annullo speciale dedicato alle cartoline commemorative degli 80 anni della Radio.

Per l'evento, Telecom Italia ha messo in vendita cinque schede telefoniche per ricordare l'anniversario.

Valter Ik7tab

STORIA DELLA RADIOTELEVISIONE ITALIANA. LE RADIO PIRATA ITALIANE IN ONDE CORTE

14/12/2018 - Dalla fine degli anni ’70 anche in Italia iniziarono a trasmettere diverse emittenti pirata sulle onde corte. Più che altro, si trattava di stazioni amatoriali che operavano durante il w/e con mezzi di fortuna.

Capofila del gruppo fu la Italian Broadcasting Corporation di Saverio Masetti, che da via Davanzati 8 a Milano trasmetteva dal 1979 su 11.585 kHz con un trasmettitore militare di 10 W di potenza, poi potenziato fino a 200 W.

Sul finire degli anni ’70 e per i primi anni ’80 la IBC fu piuttosto famosa tra i cultori del radioascolto, insidiata solo dalla presenza di Radio Europe di Alex Bertini, che da Pioltello ( Milano ) trasmetteva solo alla domenica mattina su 7.306 kHz con 500 watt e dalla Italian Radio Relay Service di Filippo Giannetti, che ritrasmetteva su 3.985 e 7.125 kHz i programmi di diverse stazioni estere.

Radio Amica, nata il 1° luglio 1988, trasmise invece dalle colline alla periferia sud est di Bologna musica anni 70/80 sino al 4 agosto 1990, quando chiuse per mancanza di fondi, per poi riaprire nel 2009 con programmi limitati al fine settimana prima su 6.270 kHz e poi su 7610 kHz.

L’emittente diede grande spazio al radioascolto ed irradiò rubriche tematiche di ufologia e mistero, anche se nel palinsesto non mancarono programmi informativi autoprodotti.

Altre stazioni sparse nelle penisola furono: Radio Alpen Adria, nel Friuli Venezia Giulia, che operò attraverso il trasmettitore di Radio Mariquita ( di Treviso ) dall’aprile 1994 su 3.925, 3.915, 3.900 e 3.885 kHz; Radio Good Fun ( pure di Treviso ); Radio Marconi International ( Bologna ); Play DX Music e Radio Silver " Only Rock ‘n Roll " ( ambedue da via Davanzati 8 Milano, sede anche di Radio Europe e naturalmente della Italian Broadcasting Corporation ); Radio Paperina; Radio Star di Vicenza; Radio Italia Internazionale di Spoleto e la toscana Radio Studio X.

Infine, tra le emittenti in onde corte va annoverata la presenza della modenese Radio Speranza, stazione animata da un padre cappuccino che ritrasmetteva prevalentemente i programmi della Radio Vaticana.

Valter Ik7tab

LE ONDE CORTE LA MIA STORIA

15/12/2018 - Buongiorno a voi Soci e Presidenti dell'Associazione Marconi Radioamatori Sperimentatori. Sono Valter sono un radioamatore con nominativo Ministeriale di Ik7tab, amo il il radioascolto chiamato anche broadcasting ho la licenza rilasciatemi ai quei tempi dal Ministero  Poste e Telecomunicazioni Reparto Radioelettrico di Bari, oggi invece si chiama MISE. Sono un SWL/BCL - ( SWL.N°2667/92/GR ) - Sono un Short Wave Amateur Radio Listening, con licenza di ( I7012SWL ). Dopo questa breve prefazione passiamo alla mia storia del radioascolto.

Melodie monotone, lunghissime, ma per questo utili a conciliare il sonno nelle notti d’estate, quando la calura non fa riposare.

Era il mio passatempo preferito già da quando possedevo solo una piccola radiolina vinta nel rispondere per telefono a gioco a Quiz di una Emittente Radio di qui iniziò la mia storia senza fine.

L’ascolto della banda Am - e delle onde corte poi - mi ha sempre affascinato perché ha in se qualcosa di misterioso, suoni, non solo musica, che non sai da dove vengono, cosa significano.

Solo successivamente ho saputo che in queste bande operano sì radio pubbliche e private, che riescono ad arrivare da paesi lontani, ma anche pirati e le cosiddette utility, emittenti di servizio che trasmettono comunicazioni spesso intelligibili per le riceventi non dotate di particolari dispositivi.

Si tratta di comunicazioni fra navi e aerei con stazioni costiere, fra ambasciate e i loro stati, o fra servizi segreti impegnati in attività di controllo.

Le onde medie e soprattutto quelle corte sono sicuramente un mondo che riserva molte sorprese se si ha la pazienza di stare ad ascoltare, anche senza avere particolari apparecchi, dal momento che le comuni radio hanno spesso, oltre la banda Fm e Am, anche quella Sw, la ‘short wave’.

I pirati usano generalmente le onde corte, sia perché con potenze anche basse in buone condizioni di tempo si possono raggiungere distanze considerevoli, sia perché localizzare il segnale è più difficile e lungo rispetto a ciò che accade con la modulazione di frequenza. Per contro i trasmettitori sono molto difficili da costruire ( si utilizzano di solito apparecchi per radioamatori modificati ) e le antenne piuttosto voluminose.

Non è possibile inoltre trasmettere da casa a meno che non si abiti in campagna: le trasmissioni in onde corte creano forti disturbi a televisori e telefoni nelle vicinanze.

Spesso per non essere scoperti i pirati si incamminano con l’attrezzatura e i programmi già registrati in aperta campagna, qui montano tutto, avviano le trasmissioni e vanno via ritornando dopo un po’ per smontare e spostarsi in un altro luogo.

Sempre che le autorità non siano riuscite nel frattempo a individuare il luogo delle emissioni fuori legge, ma a quel punto si saranno persi soltanto gli strumenti.

Dei veri e propri miti sono le radio off-shore che trasmette-vano da navi mercantili in disuso riadattate e ormeggiate in acque internazionali intorno alla penisola inglese.

Di queste radio ho avuto il piacere e l'onore di parlarne via E-Mail non dico che lo ho intervistato, ma solo che da buoni amici che condividiamo l'uso del radioascolto e di una Emittente Radio presenti nel sito di Federico l’Olandese Volante, che è stato uno dei dj di Radio Veronica, e Andrea Borgnino, che ebbe la grande fortuna che era proprio quella di essere riuscito a mettere piede sulla nave che ospitava Radio Caroline.

Valter Ik7tab

LA STORIA DELLA RADIO

15/12/2018 - Adesso vi racconto quando nacque la radio e quindi anche la sua storia ma in breve. Il 6 Ottobre del 1924 nasce in Italia la prima trasmissione radiofonica.

La voce è quella di Maria Luisa Boncompagni. È un programma ancora scarno, composto di musica operistica, da camera e da concerto, di un bollettino meteorologico e notizie di borsa che annunciava la prima trasmissione nel ( 1924 ). Quindi adesso un pò di ricordi:

Boncompagni ricorda  (1984)

In Italia nasce l'URI, Unione Radiofonica Italiana, prima società concessionaria della radiodiffusione in Italia, viene fondata il 27 Agosto 1924 come accordo tra le maggiori compagnie del settore: Radiofonica, controllata dalla compagnia Marconi, e SIRAC ( Società Italiana Radio Audizioni Circolari ).

Presidente della Società Enrico Marchesi ex direttore amministrativo della FIAT di Torino. Fondamentale la mediazione del Ministro delle comunicazioni Costanzo Ciano.

L'Agenzia giornalistica Stefani è designata dal governo come l'unica fonte delle notizie che l'URI può trasmettere.

Si tratta della prima agenzia di stampa italiana nata a Torino nel 1853, voluta da Cavour come portavoce della sua politica.

Nel 1924 diventa proprietà di un fedelissimo di Mussolini, Manlio Morgagni che ne fa un potente strumento di regime.

L'Unica stazione trasmittente era quella di Roma, posizionata nell'attuale quartiere Parioli, che ha quei tempi era ancora tutta campagna.

Siamo agli inizi e il pubblico è composto solo da amatori interessati più alla novità tecnologica del radioascolto che ai programmi veri e propri.

Nel gennaio 1925 nasce il Radiorario, settimanale ufficiale dell'URI. L'intento è quello di propagandare il nuovo mezzo e nel contempo di conoscere meglio i gusti e le opinioni di un pubblico ancora da formare.

Poco dopo, tra il '24 e il '29, si comincia a trasmettere, oltre che da Roma, anche dalle sedi di Milano ( 1925 ) da Napoli ( 1926 ) e Torino ( 1929 ).

Nel gennaio 1928 l'URI diventa EIAR, Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche. L'evento segna il vero e proprio atto di nascita della radiofonia in Italia che inizia ad imporsi come mezzo di comunicazione di massa e che come tale verrà utilizzato dal regime.

La radio è moderna e veloce. La versalità del nuovo mezzo stupisce gli ascoltatori sorpresi dai primi collegamenti da treni in corsa o da aeroplani.

La giovane radio intrattiene e conquista un pubblico sempre maggiore. E via via che si definisce la fisionomia del pubblico emergono le concrete ambizioni culturali dell'EIAR che vuole coniugare informazione, divertimento e notizie politiche.

Nel giugno del 1933 si diffonde la Radiorurale. Si tratta di un ricevitore a prezzo imposto e con caratteristiche standardizzate promosso dall'Ente Radio Rurale, istituto del Regime per la diffusione della radio in ambienti collettivi e soprattutto nelle zone rurali delle bonifiche agrarie.

L'apparecchio è acquistabile solo dagli enti governativi e dagli istituti scolastici o per donazione agli stessi.

Oltre tre milioni di scolari italiani hanno cosi' conosciuto la radio e con essa hanno incominciarono a conoscere la lingua italiana.

Valter Ik7tab

IL DEBUTTO DELLA RADIO

16/12/2018 - Sul primo annuncio della radio si crea negli anni un giallo: solo nel 1997 Barbara Scaramucci ritroverà negli archivi Rai di Firenze il documento originale, dimostrando che la voce del primo annuncio dell’URI fu quella di Ines Viviani Donarelli, e non quella di Maria Luisa Boncompagni, prima annunciatrice della Radio Italiana.

Ore 21 del 6 ottobre 1924: dai nuovi studi di San Filippo della URI, nel  Palazzo Corradi in Via Maria Cristina, nell’attuale zona Parioli – allora in aperta campagna - si tiene il concerto inaugurale della Radio in italia, introdotto dalle parole:

“ Uri, Unione Radiofonica Italiana. 1-RO: stazione di Roma. Lunghezza d'onda metri 425. A tutti coloro che sono in ascolto il nostro saluto e il nostro buonasera.

Sono le ore 21 del 6 ottobre 1924. Trasmettiamo il concerto di inaugurazione della prima stazione radiofonica italiana, per il servizio delle radio audizioni circolari, il quartetto composto da Ines Viviani Donarelli, che vi sta parlando, Alberto Magalotti, Amedeo Fortunati e Alessandro Cicognani, eseguirà Haydn dal quartetto opera 7 primo e secondo tempo ”.

In quei primi mesi le trasmissioni vanno in onda soltanto la sera dalle 20.30 alle 22.30, con un palinsesto composto da musica, bollettini meteo, informazioni economiche e notiziari, basati sui dispacci dell'Agenzia  Stefani, propaggine del recente regime fascista.

I notiziari si limitano alla lettura di "brevissime" di attualità, diffuse alle 21.30 e alle 22.30. Non esistono ancora rubriche fisse, a parte la lettura di novelle per i piccoli messe in onda, solo per qualche giorno, con il titolo L'angolo dei bambini.

A dare indicazioni ai primi radio abbonati, il 18 gennaio 1925 esce il primo numero del settimanale Radio Orario, organo settimanale ufficiale dell'URI, con redazione a Roma.

L’URI viene fondata il 27 agosto 1924 –nel 1928 diventa EIAR ( Ente Italiano Audizioni Radiofoniche ), per poi tramutarsi nel 1944 in RAI ( Radio Audizioni Italiane ) –  dall'accordo tra la Radiofono-Società Italiana per le Radiocomunicazioni Circolari, del Gruppo Marconi ( 82,9% delle azioni ) e la Sirac ( Società Italiana Radio Audizioni Circolari ), con capitali dell’industria ( 17,1% delle azioni ) ha il compito secondo la concessione di Stato, di introdurre il nuovo mezzo in Italia, due anni dopo l’inizio delle trasmissioni della BBC in Gran Bretagna.

Nel capitale dell’URI  era presente anche la Fiat: il primo presidente della concessionaria fu Enrico Marchesi, già direttore centrale della casa automobilistica di Torino, dove aveva ricoperto l'incarico di direttore amministrativo.

Marchesi fu affiancato dal direttore generale Raoul Chiodelli, ed entrambi furono sotto la diretta dipendenza del ministero delle Comunicazioni, vice presidente Luigi Solari, molto vicino agli interessi di Guglielmo Marconi.

Nel 1909 era stato fondato dall’ing. Luigi Ranieri l’Araldo Telefonico, un servizio di telefonia circolare che si avvaleva di un apparecchio telefonico e di una cuffia, sull’esempio del Telefon Hirmondo di Budapest inaugurato nel 1893.

Un segnale acustico, che attraverso il Regio Osservatorio del Collegio Romano segnalava ai suoi abbonati l’ora esatta ( vanto dell’epoca ), indicava l’inizio del radiogiornale, gestito dall’agenzia Stefani.

L’Araldo Telefonico che negli anni dieci si era arricchito di un palinsesto giornaliero di notizie e spettacoli, di fatto morì con la nascita dell’URI, ma va a tutti gli effetti annoverato come il primo esempio di broadcasting italiano.

Già al 31 dicembre 1924 il bilancio del primo trimestre della Radio italiana segna 348 ore di trasmissione e circa 15.000 abbonati, che pagano un canone di abbonamento di 75 lire ( 65 euro di oggi ).

Dieci anni dopo,gli abbonati alla Radio Italiana sono 438.738, destinati a raddoppiare in cinque anni -  1.169.939 al 31 dicembre 1939.

La guerra rallenta ma non ferma i radioabbonati, al 31 dicembre 1945 gli abbonamenti ammontano a 1.646.466, 40,73% in più rispetto al 1939.

Valter Ik7tab